La pausa, le voci, respiro gli odori, i miei occhi vedono, sentono le parole del cuore congiungersi con la profondità. In lontananza mi nutro di quel silenzio abbracciare mondi sottili. Ho rivolto la presenza alla fragilità, al dono lontano dal reagire all’arido presagio. Immagino, sogno, il fico cresce spontaneo in questa terra, le pietre tonde suonano con le onde. Bisognerebbe dedicarsi un tempo, fermarsi finché tutto cambi. Il palmo della propria mano, una palma, il vento, il suono del mare. (San Giovanni Li Cuti)
Sicily Contemporary Artist
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