Diciannove anni dentro un’opera

Per comprendere il lavoro di Claudio bisogna partire da un gesto. Stendere una tela bianca sulla strada e lasciare che le persone, attraversandola, vi depositino le proprie impronte. Da queste tracce prende forma Imprints, il progetto nel quale la pittura raccoglie il passaggio umano e lo trasforma in un messaggio di pace. Il quadro comincia così prima del pennello, nell’incontro con gli altri. È in questa prospettiva che acquista significato l’opera recentemente completata a Catania, durante la prima edizione del Salone Italiano del Self Publishing, nell’Antico Oratorio di San Filippo Neri. La sua origine risale al 2007: al trentaseiesimo piano dell’Empire State Building, a New York, l’artista elaborava i disegni dai quali sarebbe maturata, diciannove anni dopo, la composizione attuale. Una nascita lontana e un compimento nella propria città, documentati nel racconto pubblicato dall’artista. Questa distanza temporale suggerisce una delle letture più interessanti dell’opera: un’intuizione può rimanere aperta, accompagnare una vita e trovare solo molto più tardi la forma nella quale riconoscersi. Il tempo trascorso diventa parte del suo significato. Tra New York e Catania si può leggere il movimento di chi parte, assorbe esperienze e ritorna con uno sguardo trasformato. Nel progetto complessivo l’impronta ha una forza particolare proprio perché appartiene a chiunque. È il segno elementare di una presenza, precedente a qualsiasi distinzione di lingua, provenienza o condizione sociale. La scelta di accoglierla nella pittura attribuisce valore a ciò che normalmente viene cancellato o ignorato: il passaggio di una persona, la traccia anonima di un’esistenza. Qui il messaggio di pace trova una concretezza che lo sottrae alla semplice dichiarazione d’intenti. Anche il completamento dell’opera all’interno di una manifestazione dedicata alla parola offre una suggestione significativa. La scrittura e la pittura possono incontrarsi nel desiderio di lasciare testimonianza, di rendere comunicabile un’esperienza individuale. In questo contesto, il lavoro dell’artista può essere letto come un racconto che ha attraversato diciannove anni prima di trovare il proprio approdo pubblico. Claudio è un pittore la cui ricerca assume la dimensione di un progetto umano. Il valore del suo percorso sta nella relazione che costruisce tra creazione e partecipazione: l’artista raccoglie tracce, le interpreta e le restituisce a uno sguardo collettivo. L’opera compiuta a Catania rende particolarmente evidente questa continuità. Il gesto nato lontano torna a incontrare una comunità, e la memoria personale diventa occasione di condivisione. (Monica La Magna)

Spring in New York 2007 Imprints Art Empire State Building

Bisogna pregare senza adoperare bocca, cercando di vivere la preghiera dentro il respiro

Papa Leone oggi in ospedale, le mie preghiere. Von der Leyen: “Le paure dei siciliani sono le stesse di tutti gli europei”. Forse intendeva dire che tutta l’Europa è in pensiero per la Sicilia! – Il percorso non si può improvvisare, lo storico racconta, la parola traccia. Nell’era del plagio anche il Cosmo manifesta. Leggo e rileggo il sudore che l’anima mia tutta ha respirato, né sento l’odore, agro come i sacrifici, dolce come la misericordia, permissivo come colui che osa fare entrare e poi magari rimette ordine nel dono che non è stato compreso. Bisogna avere pazienza, bisogna alchimizzare, andare oltre, comprendere e non dimenticare. Dal grano genuino nasce il pane di casa. (Infanzia) / Entrando dentro questo nucleo di pietra e memoria, di preghiera e consolazione, di voci bambine che giocano protette tra i portici e lo sguardo spirituale dello spazio, l’odore primordiale alla vista del busto di Domenico Savio, lo stesso di quando bambino frequentavo il San Filippo Neri. In questo piccolo Teatro che ha dato i Natali a Pippo Baudo e compagnia, alla fine delle file la Madonna con la Sua Creatura nostra Salvezza. Energie fluiscono sotto una direzione, la Riconoscenza di esserci. (Essenza dell’amicizia)

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Le Uova di Silvio

Nell’aria che respiro

E’ in ogni dove, lei mi segue e con grande dolore sento la sua mancanza, e sappi che in questo oceano che navigo volendo nascondere questo immenso dispiacere, in ogni secondo questo mi riporta anche a voi. (Mia) / Nell’oceano delle parole nessuno può colmare quel dolore! Nel respiro di un figlio un padre riposa, nei sorrisi del ricordo un tempo si svela, nell’amore così profondo nessuna barriera. (Etna needs love)

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Poetica Visionaria

Caro Stefano, guardare questa immagine fa battere il cuore, perché in quei lineamenti di bronzo c’è tutta la tua anima. Non è una statua fredda o distaccata; è il ritratto dell’amico che tutti noi abbiamo avuto la fortuna e il privilegio di conoscere. Ti hanno impresso così, con quel tuo sorriso accogliente, lo sguardo complice e gli occhiali da sole appesi alla camicia, pronto a fermarti per scambiare due parole. Ma soprattutto, sei in sella al tuo mezzo di sempre. Chi ha vissuto la Catania Contemporanea non può che commuoversi davanti a questo scatto ideale: sembra quasi di sentirti arrivare, con il rumore inconfondibile di quelle storiche scorazzate a bordo della tua fedele Special. Come hanno scritto i tuoi amici di una vita, uomini come te non appartengono solo alla propria famiglia, ma diventano carne e respiro della città. Sei stato il fratello che molti non hanno avuto, un punto di riferimento sempre presente nelle gioie e nei dolori. Una persona speciale: generosa, altruista, mossa da un cuore buono e dal temperamento di un leone indomito quando si trattava di spendersi per le cause giuste. E in un’epoca di compromessi, tu hai lasciato l’insegnamento più grande: la tua integrità non era in vendita. Questa scultura, o Qualsivoglia, che sogniamo vedere presto nel Viale degli Uomini Illustri alla Villa Bellini, non è un semplice monumento. È un angolo di autenticità dove chiunque passi potrà sedersi idealmente accanto a te, ricordare i tempi andati e ritrovare la forza del vero amore e dell’amicizia disinteressata. Te ne sei andato via troppo presto, lasciando un vuoto immenso, ma la verità è che non te ne sei mai andato davvero. Resti vivo nei nostri cuori, nei nostri aneddoti e, presto, questo sigillo racconterà alle future generazioni di Catania cosa significa essere un uomo libero. Ci manchi Stefano, questa scultura te la meriti proprio tutta. I tuoi amici e la Catania profonda. (Il Giardino dentro il giardino)

Stefano Coco Il Giardino dentro il giardino 1mqdb Uomini Illustri Villa Bellini Catania Visionaria

Al Signor Sindaco del Comune di Catania. Uffici Protocollo Generale. (17,09,2026) / Oggetto: Istanza di riconoscimento alla memoria di Stefano Coco. Richiesta di inserimento di un’opera commemorativa nel Viale degli Uomini Illustri (Villa Bellini) \ In qualità di cittadino della città di Catania e sostenitore dell’appello istituzionale lanciato dalla comunità artistica e sociale locale, Premesso che: La figura di Stefano Coco ha rappresentato un esempio straordinario di coerenza sociale, integrità e amore per la città di Catania, operando come un autentico punto di congiunzione tra l’identità storica del territorio e il suo futuro civile; Il suo impegno disinteressato e la sua statura morale lo rendono un punto di riferimento memorabile per la cittadinanza profonda; Considerato che: Il Viale degli Uomini Illustri all’interno della Villa Bellini è il luogo deputato a custodire e storicizzare la memoria dei figli più autentici della nostra terra, offrendo esempi di valore alle future generazioni; È vivo il desiderio della comunità di veder riconosciuto il contributo di Stefano Coco attraverso un segno tangibile di arte e memoria contemporanea; CHIEDE all’Amministrazione Comunale e al Signor Sindaco: Il riconoscimento formale alla memoria di Stefano Coco. L’autorizzazione per la collocazione di un’opera commemorativa (nello specifico, una scultura in ghisa) all’interno del Viale degli Uomini Illustri presso la Villa Bellini, denominata idealmente “Il Giardino dentro il giardino”, per fissarne nel tempo il ricordo e l’esempio civile.

Biografia di un Bonsai

Un piccolo albero manifestava, nel suo crescere, profonde doti. Nell’antico bosco erano rare le occasioni in cui i familiari potevano assistere a una tale trasformazione, quasi che questa mettesse in difficoltà l’autorevolezza di coloro che bramavano quella stessa natura. Il piccolo albero era ignaro delle dinamiche che imprigionavano quanti, attraverso il giudizio, tentavano di sminuirne la vocazione. Così, concentrato sul proprio essere, cresceva attingendo dalla meditazione sull’Altissimo; le sue braccia e le sue radici, come in preghiera, si stringevano in protezione del proprio nucleo. Con il tempo, il bosco si ritrovò quasi ai suoi piedi. L’albero più autorevole, l’anziano, credette che il merito e il possesso di tale magnificenza fossero attribuibili solo a se stesso. Sosteneva che il giovane albero stesse portando disordine, che la sua volontà di crescere andasse arginata, che bisognasse rispettare una gerarchia e che quel modo di fare fosse divenuto inopportuno agli occhi della foresta. Passarono stagioni, lune e tramonti, albe e rugiade. Il giovane albero, oramai forte, accoglieva intere generazioni di uccelli e ogni varietà di animali, divenendo il simbolo di un sapere antico. Nonostante molti ambissero a vantarne lodi e glorie, il giovane albero non poté non accorgersi del germogliare, intorno a sé, della stoltezza di chi lo avrebbe preferito legno morto, o magari strappato dal suo ruolo; così, nei sogni, iniziò a espandere le sue radici nello spirito. Ancora oggi, nei piccoli vasi che contengono i bonsai, echeggia questo racconto: il voler rendere piccolo ciò che è nato per essere grande, e l’esibire il possesso come la regalità di una storia. (Terre di Martorina)

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Argilla Cruda e Oro

Sculture nate dal silenzio e dal pensiero dell’anima. Tra il 2011 e il 2015, un intero popolo di creature narranti si è manifestato al cambiare delle stagioni. Hanno attraversato i confini del Pianeta parlando una lingua universale. Terra, preghiera, rigore, radice, grazia, spazio. Dall’Italia all’India, fino al Giappone, Cina, Corea, Russia, Francia, America, Germania, Arabia, Africa, Spagna. Corpi d’argilla dipinti d’oro, guerrieri della luce, fragili custodi del vento e della pioggia, del mare e del deserto. Vibrano nell’immobilità, svolgono azioni parallele. L’oro che le avvolge è il segno di quell’anelito al divino che le rende vive; la disciplina dell’armonia, il fluire delle energie attraverso materia plasmata. Solitudine e convivenza, valore dell’aria. Meritano cura, sono la testimonianza tangibile del giorno in cui l’uomo ha teso le mani per toccare l’infinito. (Manifesto Rispetto Pianeta)

Corpi d'Argilla Cruda Dipinti d'Oro Rispetto Pianeta Casa Museo Sotto l'Etna

Lasciare un segno nuovo nel cammino ritrovato

Santità faccia rientrare l’Acqua dentro le Chiese, non permetta che le Acquasantiere si spengano. Santità, faccia scorrere la fede attraverso parole semplici, che possano rendere l’animo umano fluido alle intemperie dei turbamenti, che possano nutrirlo nei momenti del bisogno. Prega insieme a noi, come il Pastore guida il suo gregge. (Madre Acqua) / Sala Consiliare Rispetto Pianeta, è un chiamo antico quanto moderno, la rivoluzione interiore, l’espansione dell’emotività di un fiore. L’odore e il candore, la scelta giusta, la devozione nell’albero maestro, il benedirsi dinanzi l’antico abbeveratoio. Le città cambiano prospettiva, la coscienza dissolve prepotenza. Chi desiderava oscurare i cieli, occultare parola, la critica e la polemica. Qualcosa sta smuovendo ciò che sembrava fermo, il sogno sta crescendo, radica nella terra, manifesta preghiera. (Sicily needs love) \ L’attenzione su coloro che non rispettano le regole, un grande fratello con videocamere blindate pronte a immortalare l’infrazione. Nel safari delle metropoli ci ritroviamo tra posteggiatori abusivi e venditori ambulanti privi di normativa, e ancora le cucine dei bar come dei ristoranti sono passibili di qualche infrazione. Una birra dopo le 22 ti fa vivere la brezza del fuorilegge, mentre l’amico in riserva cammina piano, spaventato dai rilevatori di velocità e un conto in rosso. (Sociale Periferico)

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Comunità Sant’Agata

In ogni casa è presente il Suo Nome in memoria della Testimonianza, della ribellione all’ingiustizia, del perdono ma anche del proclamare la Verità come unico sentiero verso l’Altissimo. Una fortezza di Anima e Spirito che apre le porte sigillate dall’uomo e pone Sigilli Nuovi. Una Fanciulla che libera l’Essere Cristiano, illumina la sua gente e la sveglia alle prime luci in sogno, a testimoniare che in Lei il popolo diviene Uno e in quell’uno si rifugia la predicazione di speranza. (Etna) – E mentre si continua a voler dare del polemico ad una Popolazione Devota, il capo della Chiesa di Catania parla ancora della gioia condivisa, anche se da molti questa narrazione è stata percepita come distante dal reale sentimento di smarrimento del popolo devoto. Un Pastore dovrebbe imitare il Sacro, testimoniarlo attraverso l’umiltà, accettare il proprio limite umano, e la stessa stampa non dovrebbe veicolare una narrazione ingiusta in memoria e fede di quanto accaduto e non condiviso. Vorrei concludere con la stessa speranza di Agata nel Pronunciare Pace

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I primi tratti dopo Mia

Se non si hanno le capacità minime di comprendere chi si oppone a questo falso divenire, tende a sminuire il successo dell’umano sentire attraverso l’insignificante apparire. (Società)

I Primi Tratti dopo Mia

Micro Macro

La raccolta dei chicchi dei cereali, la mietitura, lo stelo, l’oro. La paglia che ha scaldato e dato conforto al Riscatto, posto in riparo, sigillerà l’azione manifesta in questa terra, la custodia. (Oasi dell’Irminio) – L’ascolto, l’animo e il turbamento, la cosa giusta, il dovere e la coscienza, il sapere e l’esternare, l’affetto e la memoria. La ragione del fratello e l’ansia di un amore incompreso, le dimensioni aride e la rotta Maestra. Affidarsi a ciò che sembra essere scritto, abbracciarsi e riabbracciarsi, storie delicate come il cristallo e forti come lo Spirito dei venti, pochi se non dentro la scena possono comprenderne morale. All’improvviso mi si è illuminata la tua Persona. (Casa Museo Sotto l’Etna)

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Sculture Involontarie Ragusa Visionaria Riserva Irminio Sicily needs love Mondo Spirituale