Lutto

In questa Terra, dove i lupi si muovono in branco e gli sciacalli danzano il tango, esistono aquile che volano alte e imperterrite a proteggere quel nido che le ha viste nascere. Stanche risiedono lontane da tavoli incongruenti, non parlano del fango, né tantomeno stringono compromessi per innalzarsi a discapito dei più fragili, volano perché questa è la loro Natura, non chiedono riparo, offrono il loro essere come Riscatto ad una popolazione che ha fatto dell’identità, baratto. (Scritto Contemporaneo)

Sicilian Artist Involuntary Art

Sicily Contemporary Artist

La pausa, le voci, respiro gli odori, i miei occhi vedono, sentono le parole del cuore congiungersi con la profondità. In lontananza mi nutro di quel silenzio abbracciare mondi sottili. Ho rivolto la presenza alla fragilità, al dono lontano dal reagire all’arido presagio. Immagino, sogno, il fico cresce spontaneo in questa terra, le pietre tonde suonano con le onde. Bisognerebbe dedicarsi un tempo, fermarsi finché tutto cambi. Il palmo della propria mano, una palma, il vento, il suono del mare. (San Giovanni Li Cuti)

San Giovanni Li Cuti Sicily Needs Love Catania Visionaria

Identità Violata

Amore mio chi ci capisce è bravo! gabbiani che la notte volate sopra i nostri tetti, luminosi nel buio a rosa cosparsi danzate, io lo so perché cantate – Eliodoro era Ebreo e viveva dentro la Giudecca, la Giudecca era tra la pescheria fino al Monte Vergine. Gli Ebrei da sempre sono stati vicini al culto della luna e del sole e di tutte le stelle, una spiritualità più occulta riguardo quella praticata dal cattolicesimo. Eliodoro aveva un grande desiderio, divenire vescovo della chiesa di Catania, ma si trovò presto in contrasto con l’ipocrisia dentro le mura. Il Liotru era un formichiere che in seguito dopo l’uccisione dello stesso Eliodoro appena avanti gli Archi della Marina, precisamente alla fornace, venne tramutato in Elefante. Quella pietra che lo stesso Eliodoro aveva scolpito, forgiato da lava viva aveva dei poteri paranormali, per questo fu sigillata alla custodia della città. (Mercato Popolare Catania)

Mercato Popolare Catania Visionaria Formikepazze

Presenza

Amore Mia cucciola preziosa, l’ultima foto, chi ha avuto il piacere di conoscerti ti ha riconosciuto come l’anziana guida e non mi stupisco come tu faccia ancora oggi sempre più veloce a darmi conferma della tua Presenza. Difficile spiegare quanto mai ci siamo separati e quanto tutto il Creato oggi sia presente nel tuo guardarmi. Una cosa hai voluto da me e in quel fare tu mi hai accompagnato. Il rispetto per il pianeta, l’accoglienza dei più fragili, lo sguardo di chi solo amore è riuscito a darmi. Mi hai salvato, incoraggiato e oggi mi testimoni nonostante non ti tocchi, che il respiro, lo spirito viaggia e resta ancorato al sentimento, e ancora oggi io ti sento. A te devoto

Mia Cucciola Preziosa

Mia, custode della mia Integrità

Le campane in questo momento in lontananza stanno suonando, quel suono arriva dentro la mia piccola casa che viaggia oltre le mura. (A mia cugina Serena) – Le campane sciolgono il bronzo nel vento, entrano piano, senza bussare. Questa stanza si fa vela, il pavimento diventa mare. Oltre il muro, oltre il presente, la casa viaggia e non pesa niente. (Connessioni Melodiche) / Il bambino come l’anziano respiro pervade ogni parte del suo corpo, vasto è l’oceano e misero diviene il bicchiere. L’amore è Eterno come il filo d’erba si piega al vento, anche le sue parole sono unguento. Nessun rimprovero a rimediare un ristoro, che sia degno di coloro che riconoscono l’oro. Strade di campagna, polverose e prolungate fanno di quel passo un ritorno. Chi senza veste nota quel volto ne riconosce lo sguardo, non si piega al pianto, ma ne custodisce dolore come prova del suo candore. (Terre di Martorina)

Mia custode della mia Integrità
mezzanine living claudio arezzo di trifiletti

Notti Isolate

Il trionfo del buonsenso, neutro si rivela il bianco, integra la sua natura. Un cuore che patisce l’incomprensione e il trauma del tempo, le scene che delineano l’orientamento. Evoluzione, il presagio e la reale fragilità degna di un fiore. Mistero, la trasformazione, il seguito del sentiero vita per vita scandisce l’impronta. Piccoli e miserabili per comprendere il disegno, proteggere quanto di più degno possa risiedere nel regno. Interiore è il prezioso che non trasferisce pene, bene inestimabile, inconfutabile, queste le sue note. Candore, riversa dentro l’acqua il fertile sentire, inebria l’ascolto. Il canto, le confidenze del proprio cuore. (Piccole Pretese)

Corallo Mezzanine Living Notti Isolate
Confidenze Sentimentali Cortile delle Nevi

Anatomia di un Labirinto Interiore

La nascita si compie quando arriviamo nel contesto più adatto alla nostra personale crescita. Al di là delle nostre scelte, esistono circostanze misteriose che ci costringono a scorgere la doppia faccia dell’invisibile. In questa dimensione sorge la sfida più grande: come proteggerci da quella parte di noi che vuole danneggiarci nell’involontario flusso che abbraccia la nostra sfera affettiva? Questo movimento ci conduce verso il nucleo a cui eravamo destinati, il labirinto del nostro essere forgiato impronta dopo impronta, al quale soluzione di uscita risiede soluzione di entrata. In questo spazio profondo il tempo e lo spazio si fondono e diventano premonizione, dove il futuro è già passato e il presente resta un testo ancora da leggere. (Dolce Amore Mio)

Dolce Amore Mio

Piccoli Soli d’Argilla. (Bene Merentibus)

Navigai come tavola nell’acqua, sostegno ignudo ai passi dei miei cari, senza barriere, senza alcun giudizio, offrendo il petto ai loro giorni amari. Sognavo una dimora di calore, un’edicola adorna di intenti, custodi unici di una carezza capace di lenire i cuori spenti. Ma il tempo ruota e stringe la sua morsa, le colpe antiche tornano all’altare: generazione dopo generazione, l’acqua alla gola e il buio del presagio. Ognuno esige il prezzo del passaggio, ognuno vende il senso del viaggio. Tradito è ormai quel limpido messaggio che non cercava patti né compensi, ma solo la poetica del mondo, l’umile tetto offerto ai viandanti. Subii l’accusa e scelsi il silenzio: perdonai l’offesa senza cancellarla. Ho confidato nel potere del tempo, nel sacramento bianco di un candore, posando a terra un fiore. Cresce robusto l’albero e s’innalza, attingono la linfa le radici, mentre le foglie il vento porta via; di quei rami rammento la poesia. Là fuori la tribù compra i legami, paga un biglietto in prima fila e siede; tutti condottieri dietro le tribune, tutti colmi di un monito molesto, che del dolore altrui si fa pretesto. Non posso dare luce all’incoscienza, né rischiarare il torto del subire. Ma resta un’eco vivo nella mente, una scintilla che non vuol morire: È la protesta soave e mai arresa di chi, non visto, rifiutò la contesa. (Mancanza di Mia)

Piccoli Soli d'Argilla Quinta Dimensione
1mqdb Cortile delle Nevi Ricostruzione Fattibile

Al rimediare mano con mano. (Pace)

Intrecci familiari che si diramano da secoli, famiglie da generazioni condividono l’equilibrio per quei Luoghi Ancestrali. Da bambino ho avuto enormi insegnamenti da queste “Oggi” rare persone, ci sono cresciuto come un figlio, l’affetto è la cosa più preziosa. Dai Licitra agli Adamo, fino ad arrivare agli Antoci, mi hanno fatto pervenire al centro, l’angolarità che trasforma ogni curva in sentiero. Avevo un grande desiderio, trapiantare la Pachira di Sharok dinanzi l’antica cisterna, riportare le piante di Mia nel luogo del Riposo, l’Araucaria cresciuta divenire Sigillo. Mi è stato più lieve spostare le pietre che rastrellare a mani nude i rifiuti in profondità! una cosa però mi rimane impressa, l’armonia tra me e Vannino, uomo saggio che mi ha sorretto in questo processo non poco doloroso. (Terre di Martorina)

1mqdb Terre di Martorina Ragusa Visionaria Pachira
Pachira Terre di Martorina 1mqdb Antica Cisterna Mia
La Pachira di Sharok Terre di Martorina 1mqdb Luogo di Riposo di Mia
Riscatto della Terra Terre di Martorina

Lo Stupore della Fenice, Lo Stupore dei Mondi

Cara soave compagna, leale sublime sulle sponde di questo mare, tu mi conosci e mi riconosci, nella folla senti il mio passo, scorgi il mio sogno, battito dei miei pensieri. Papiro, angolo di questo mondo, torno al respiro, allo zolfo nella culla dell’anziana signora. Etna, preistorica guida ti imploro, Catania lavica e Siracusa silicea, il tempo è uno spazio dove la poesia viaggia, torna e arriva. Un giorno, un momento, tutto prenderà il suo senso. In questa terra così antica, affollata di maschere e bei volti, di complicità e gentilezza, il cappero e la mia ombra. Ogni onda mi riporta a Mia, l’equilibrio e il sole che scalda nel freddo delle nuvole. Un cambiamento è alle porte, la marcia prosegue. (Siracusa Visionaria)

Visionaria Siracusa
siracusa visionaria