Archivio tag: sicilia

offending art

Il cuore batte forte, ignoranza abissale inonda. Stiamo vivendo un mondo senza regole né codici. Offeso come cittadino, impiegano tali risorse per cosa? Mi sento con la testa in confusione, una strana sensazione. Non ho avuto la forza di rispondere alle numerose telefonate, emozionato e grato per l’affetto inestimabile nutrimento dell’anima. Voglia di piangere, non me ne vergogno, spero presto liberarmi da questo disorientamento. Ancora mi chiedo se è stato tutto vero. Dover sempre dare spiegazioni non è sempre facile, provare imbarazzo per una violazione subita. Non desidero armi in casa mia, non sono un criminale. Mi rimane impresso un gesto importante, dopo aver consegnato i documenti, sono uscito fuori in terrazza con la mia solita tazza di caffè, un sole caldo e luminoso riempiva la giornata, e l’agente mi ha chiesto di indossare la mascherina, ed io ho risposto, perché se siamo anche a distanza, e lui mi ha risposto, per favore. Mi sono commosso, mi sono messo la mano sul petto, sono rientrato a casa, e ho indossato la mascherina. Il problema di oggi non sono io, nemmeno la polizia che veramente da quando sono nato è la mia croce involontaria, il vero problema è questa società figlia dell’infelicità. Amo tutti, e quel poliziotto con pochi gesti anche se il caso era troppo fuori luogo, mi ha colpito. Vorrei non fosse accaduto niente, e non sono arrabbiato con nessuno, la documentazione serve solo a testimoniare quanta decadenza stiamo tutti vivendo.

Reflection of chaos

Riflesso del caos – Quanti stili, epoche, storie, convivono in questo spazio non saprei definire, l’unica cosa che posso realizzare è l’isolamento dal rumore. Scandire del suono che cigola nel silenzio, boccheggiare del sogno, l’onirico che ci prende per mano accarezzandoci fino alla più tenera età. Salire sul tavolo, pianta del piede sente consistenza del legno, marmo ascolta il racconto, sintesi del primo scatto. Memoria nel vento, respira la pietra, spirito del ricordo futuro. Volti non fummo per essere fumo, generosità genera umanità. (Casa Museo sotto l’Etna)

Guardian world

Mondo custode, Mia

Dal Panificio: – Si esce dall’altra parte. *A.. bene, la prossima volta uscirò dall’altra parte. – Se no, non abbiamo risolto niente. *Scusi, abbiamo risolto tutto così? – No, abbiamo fatto un piccolo passo. *Bene, lo faccia. / Ci curiamo del tetto, quando le fondamenta sono davvero in pericolo. Riutilizzare materie presenti, non immettere rifiuti, mondo saturo, lenta scivola la foglia. Più si parla di soldi e più sento tristezza, sogno portare memorie in libertà. (Mondo custode)

The house under the volcano

abstract mezzanine living
piazza giovanni verga artista contemporaneo
bene merentibus world needs love
arte invisibile compagna
la mappa del mondo antico arte contemporanea

Dove trovi l’inizio, una fine attende. Foglie cantano al vento, quelle secche applaudiscono la terra, poesia ammirarle planare dolcemente. Hai capito amore, un padre intona al figlio, l’orecchio si indirizza al dolce sentire. Passeggiano persone, spaesate, innamorate nella solitudine, alcune si sono incontrate. Sono felice, ho fatto dono del mio cuore, liberazione. Non riesco a mantenere con discrezione un forte eccitamento, felicità. Ricchezza ritrovo in storie abbandonate, le adotto, nel loro osservare trovo gratificazione.

arte contemporanea in sicilia
contemporary home in sicily
contemporary house in sicily
arte quantica mansarda creativa
studio artista contemporaneo

free expression

Come tanti soldatini, tutti in riga a prendere le monetine. Politici, illustri cittadini inchinati difronte le spine. Social, regno indiscusso del generico, individua malesseri approssimativi detenendo lo scettro dell’equivoco. Quanta frustrazione in questa rete, sembrava tutto nascere per comunicazione, invece si è trasformato in divulgazione della confusione. Ascolto le onde del mare, quanta forza scandisce la risurrezione, siamo sabbia in riva al deserto, il miraggio resta un messaggio. Acrylic 9/10 cm.

Artist studio house

artista sensibile
sensitive artist
respect planet

Archivio Fotografico Alessandra Saccà +39 339 5384815 www.alessandrasacca.com

urban reforestation project
progetto rimboschimento urbano
arte democratica sicilia
democratic art sicily

Vasi di conoscenza liberi di manifestare luce. Incontro consapevolezza planetaria. Una bambina spaventata corre gridando a sé l’attenzione del padre, un cane che non è Mia, torna al suo posto. Bisogna essere presenti, non assentarsi dalle sfumature decisive.

Casa Museo Sotto l’Etna

involuntary home art
involuntary artist house
musei metropolitani sicilia

letter to a friend

Al caro amico Claudio, pittore e poeta illuminato

Dalle ceneri della storia, acrilico su tela 131x81, 5.12.2014 Cesare Botto
Dalle ceneri della storia, acrilico su tela 131×81, 5.12.2014 Cesare Botto

Qualora, per i motivi più diversi, ci apprestiamo a scrivere qualcosa di noi stessi, della nostra vita o delle nostre passioni, siamo tentati di vantare quei risultati raggiunti e quegli effimeri riconoscimenti ottenuti, crogiolandoci nel nostro tiepido brodo. Haimè ! Non vorrei ritrovarmi in questa situazione con te. Di me voglio solo raccontarti come, fin dalla verde età ho sempre avuto una grande predilezione per tutto ciò che ai miei occhi appariva fantasioso e artistico. Per diletto amavo ritrarre le comuni cose che mi trovavo attorno, sia un semplice vasetto di fiori oppure le montagne che circondano la mia città, o i due corsi d’acqua che ne lambiscono le sponde. Poco incline a correre dietro ad una palla o dedicarmi ad altri giochi competitivi per i quali, in verità, mi sentivo negato, allora in solitudine preferivo mettermi a disegnare, su qualsiasi supporto mi capitava a tiro, tutto ciò che in quel momento poteva stimolare la mia creatività. Cosa mi spingeva era il desiderio di veder nascere qualcosa che prima non esisteva, un’attrazione fatale prodotta appunto dal quel “desiderio”, che come una molla, fa scattare una intensa e incontenibile esigenza del “fare”. Afferrare quel particolare momento felice, (anticamente detta ispirazione), che insorge misteriosamente e guida la mente e la mano dell’artista nell’atto del dipingere. Ho sempre pensato a questo aspetto iniziatico come ad una regola aurea, lontana da speculazioni mercantili di vil pecunia, anche se mi rendo conto che non si può vivere solo di arte pura giacché la nostra esistenza non può prescindere dal denaro quale mezzo indispensabile per ogni nostro bisogno. Ma qui apro una parentesi su certi attori spregiudicati, che sfruttano i giovani artisti in cerca di successo, dai quali pretendono una produzione seriale, di facile fruizione e di pronto consumo, per poi abbandonarli senza ritegno e investire su nuove e illuse generazioni destinate alla stessa inevitabile sorte. Polemiche a parte, l’amore per l’arte ha continuato a crescere in me negli anni, pur consapevole di dover mediare con le esigenze quotidiane, alla ricerca di un soluzione non conflittuale, tra lo spirito e la pancia. Dopo aver frequentato le scuole primarie, entro subito nel mondo del lavoro praticando numerosi mestieri, alla sera però seguivo un corso per arti decorative tenuto da docenti cuneesi di varie discipline. Nel 1961 poi, approdo a Torino dove mi iscrivo alle lezioni di nudo dell’Accademia Albertina ed entro in contatto con il maestro siciliano Filippo Scroppo, che sarà il mio mentore per tre anni, attorniato da numerosi e talentuosi allievi. Nel 1966, inauguro nella mia città, la bottega d’arte Botto, che diverrà presto un cenacolo di ritrovo per giovani (e non solo) appassionati d’arte. Di fatto avrò modo durante molti anni, d’incontrare personalità artistiche di varia estrazione, prodighe di consigli e di apprezzamenti che contribuiranno a far espandere la mia visione sull’arte contemporanea e a spronarmi nella ricerca costante di una identità personale. La produzione pittorica, per la quale impiego varie tecniche, dall’olio alla tempera, dall’acrilico all’acquerello, avrò modo di esporla in mostre collettive e personali, in molte città italiane e straniere per un doveroso confronto e dialogo con un pubblico più vasto, sempre con un rigoroso impegno, volto a esaltare, attraverso i miei colori, linee, piani, luci e ombre, il desiderio di “comunicare le proprie riflessioni sul mondo, testimoni di una sensibilità vigile che guarda oltre, sorretta da convinzioni profonde e da un piacere spontaneo per il colore e la composizione”… (Fulvia Giacosa)  

Con grande affetto, Cesare 31 ottobre 2020

eyes and roots

Occhi e Radici. Ho cambiato panchina, ciao Emanuele, Luigi era un bravo ragazzo, ancora lo penso.

Piazza Abramo Lincoln Catania Mia
Piazza Abramo Lincoln Catania Mia
Sotto un albero vive un bosco
Sotto un albero vive un bosco.

Macchine ruotano intorno, alcune hanno le ruote sgonfie, altre motori rombanti che sfrecciano insieme alle scure moto. O guarda un cucciolo, gli si è drizzato il pelo, Mia è convinta che tutti debbano usare l’amore per comunicare. Alberi che siete belli, voi ci guardate dalla nascita alla morte, ascoltate i pensieri, li traducete, puliti sotto forma di respiro, ne parlate col vento, foglie ne ascoltano il sortilegio. Mercato del passaggio che quotidiano disegna.

un metro quadrato di bosco imprints sicily needs love
impronte d'arte

spiritual day

Mastro-don Gesualdo (Terre di Martorina)

Se solo avessi l’accortezza di ascoltare il silenzio di ogni pietra. Camminando tra i campi sono molte le figure che incontro. Volti, frasi invisibili accolgono il tatto, ogni cosa riassume una storia. Mastro-don Gesualdo (Terre di Martorina)

Se solo avessi l'accortezza di ascoltare il silenzio di ogni pietra. Camminando tra i campi sono molte le figure che incontro. Volti, frasi invisibili accolgono il tatto, ogni cosa riassume una storia. 
Mastro-don Gesualdo (Terre di Martorina)

Open

Open - Acrylic su legno, 157/156 cm.
Acrylic su legno – 157/156 cm.